1st Hungarian National – The Scoundrel’s Diaries

Quelle che seguono sono le cronache degli scontri affrontati da chi scrive durante il 1st Hungarian National. Del viaggio e altre peripezie ha già narrato tutto il nostro PV in questo articolo… pertanto, bando alle ciance ed andiamo a cominciare!

Innanzitutto, la mia build:

Dash Rendar (58)
YT-2400 Freighter (36), Push the Limit (3), Heavy Laser Cannon (7), Kanan Jarrus (3), Outrider (5), Engine Upgrade (4)
Miranda Doni (42)
K-Wing (29), Twin Laser Turret (6), Plasma Torpedoes (3), Rey (2), Seismic Charges (2), Guidance Chips (0)
Total Points: 100

Round 1 – Bartosz Zaoga (POL)

Si inizia all’insegna della gioia: Dengar-Nym. Ma porca… vabbè, mi armo di buona volontà e, schierati gli asteroidi il più vicino possibile, provo a vedere se l’avversario abbocca al mio Dash-lepre. Lui schiera Dengar e Nym in formazione (il primo davanti l’altro). Dash corre tra gli asteroidi, seguito a ruota dalle due navi scum. Dengar, determinato ad ammazzare lo scaltro contrabbandiere, porge le spalle a Miranda. Questa prova a lanciare i suoi siluri ma le contromisure del cacciatore di taglie sventano il primo assalto. La TLT mangia comunque 2 scudi. Dash attacca Nym, per evitare di prendere eccessivi ceffoni. L’YT-2400 scappa nell’angolo, evitando l’arco di fuoco del missile di Nym. Subisce comunque qualche colpo e la situazione si fa critica. Nel frattempo, Miranda logora ulteriormente Dengar. Al terzo turno di fuoco, Dengar è quasi andato, così come Dash. Morto per morto, decido di portarmi dietro l’idiota con la testa fasciata e apro il fuoco con l’HLC. Dengar cade e spara di risposta… Dash piazza 2 evade e resta ad 1 vita! Nym, già un po’ malandato, solo contro 2 navi cerca di fare il miracolo e tra bombe ed autoblaster riesce a portare Miranda ad 1 vita. Questa però non gli rende la vita facile, impedendogli di girarsi per finire Dash, il quale ha via libera per dare il massimo col suo cannone pesante ed abbattere l’odiato scum. 100 a 29 ed una gran gioia per aver battuto questa lista rognosissima!


Round 2 – Tomasz Sobieszek (POL)

Il mio avversario è un ribelle e schiera Miranda tlt+C3PO, Lowhhrick con tattico e uno Y-Wing stressbot (senza titolo). L’approccio non è diretto: muove lungo il suo lato del campo. Decido di muovere piano con Miranda per mettere via qualche focus mentre con Dash mi porto velocemente a range dietro di lui per poter iniziare a lavorare sul wookiee. La tattica funziona e il mio avversario non sembra affatto interessato a Dash: punta infatti con tutte le sue navi su Miranda, nella sparanza evidente di uber-stressarla ed abbatterla. Dash resta sempre a range 3 da Lowhhrick per evitare lo stress del tattico, e mette a segno più di qualche buon colpo nonostante il reinforce. Miranda, davanti alle 3 navi, tira il torpedo e si appresta ad una serie di legnate non da poco. I primi attacchi non sortiscono grandi effetti e il turno dopo è la stessa Miranda a correre a R1 dagli avversari, per evitare lo stress del tattico (che andrebbe ad aggiungersi a quello dello stressbot) e fare qualche danno più serio allo wookiee, che viene chiuso dal fuoco incrociato dei due ed è costretto ad offrire un fianco, restando ad 1 punto scafo. Il turno dopo, la morte di Lowhhrick è scritta: probabilmente dimenticando il fatto che ho una bomba, mi scavalca con una 4 dritta. Al mio turno di manovra, sgancio la bomba e la cannoniera ci lascia. Restano Miranda e l’Y-Wing, quest’ultimo girato dalla parte sbagliata. Inizia il martellamento sul K-Wing avversario, con la mia Miranda che ritarda la sua morte a suon di regen. La Miranda avversaria cade sotto gli incessanti attacchi combinati. A questo punto la mia Miranda resta ad 1 punto vita e l’Y-Wing nemico cerca di prendersi quantomeno lei, posizionandosi frontalmente a R1. Dash mette a segno 3 hit su 4 e l’Y-Wing, precedentemente rimasto con 2 punti scafo, deve rollare 2 dadi in difesa grazie ad un asteroide. Evade e Focus. Spende il focus per restare in vita. Rolla il suo attacco. 1 hit e 2 focus, intuili in quanto senza più segnalini. Rolla Miranda. Evade. 100 a 0 e si va al terzo turno!


Round 3 – Christian Setik (AUT)

2 Jumpmaster missilate e Fenn Rau. <sarcasmo>Yuppiiii.</sarcasmo>

Il focus fire su una Jump è l’unico modo che ho per sperare di sopravvivere ai missili ma Fenn Rau è un bel problema. Inizialmente decido di muovere Dash a zig zag per confondere l’avversario ma poi cambio idea e opto per muovere velocemente e lungo. Mai cambiare tattica. Vado ESATTAMENTE dove il mio nemico si aspetta che vada. Mi mangio un po’ della Jump con intelligent agent ma non basta. Evito gli archi di tiro per non prendere i missili ma per farlo non riesco ad essere incisivo in attacco. Miranda intanto sale, tenendo sottotiro Fenn Rau che, con una sola azione di risposizionamento, non si fida e resta a distanza. Dash a questo punto è in una bella situazione demmerda. Una Jump a R1 e l’altra girata verso di lui, pronta a sparare i missili. Per fortuna Miranda arriva nella mischia con perfetto tempismo e piazza i torpedo, vaporizzando l’odiata nave scum prima che possa sparare i suoi letali missili. Ora si può di nuovo discutere. Tempo un paio di turni, anche l’altra Jumpmaster abbandona il tavolo e restano Dash con 1 scafo, Miranda abbastanza ben messa e Fenn Rau a 3 scafi. Riunisco le mie navi, per evitare di averne solo una a range di fuoco dal mandaloriano. Fenn Rau diventa aggressivo e, nella speranza di poter fare il colpaccio, abbatte Dash. Questo però gli costa un paio di danni e resta con un solo scafo, mentre Miranda scende a 3 punti vita con uno scudo che va e viene. Manovro dietro un asteroide, uscendo dal suo arco di fuoco, e decido di spendere il mio scudo per tirare 4 dadi. Scelta astuta, non fosse che lui ha il dado aggiuntivo dell’asteroide. Tiro 4 hit (utilizzando il focus). Lui 3 evade ed un blank. E’ fuori arco: autothrusters. Siamo vicini e orientati nella stessa direzione: sono oggettivamente cazzi. Se riesce a prendermi a R1, tira tanti di quei dadi che mi spara direttamente al di là della Forza. Potrei cercare un blocco ma se fallissi, mi arriverebbe a R1. Quali opzioni ha lui? O va corto per potersi poi riposizionare o si gira con una koiogran o una tallon a sinistra. Nel primo caso, più conservativo, rischia il blocco. Con l’inversione invece riuscirebbe a coprire il 90% delle mie manovre, compreso uno slam che mi porterebbe dietro la sua attuale posizione… a costo però dello stress. Decido di scommettere sulla sua temerarietà e opto per una 3 bank verso l’esterno. Se è andato avanti, sono morto. Faccio la manovra, lo guardo in faccia: è disperato. Rivela una tallon a sinistra. Ce l’ho a R2 (per poco), senza alcun segnalino mentre io ho un ottimo focus. Sparo e spendo focus: 3 hit. Tira lui: evade, focus, blank. Fenn ci saluta, partita vinta! 100 a 58 e si va avanti.


Round 4 – Jakub Paraszczak (POL)

Il fratello di Mr. Parattanni! Tipo simpatico e alla mano. Magari un po’ sporco nelle manovre ma senza malizia. Schiera Nym e Corran Horn, entrambe con sensori avanzati. C’è poco da dire: non riesco a comprendere la potenza della lista finché non muove… come un fulmine. Miranda resta impietrita e muore in 2 turni di fuoco. Dash prova a portare a casa qualche punto ma nulla può contro 2 navi che possono decidere liberamente dove posizionarsi tra un’infinità di opzioni. Totalmente imprevedibili. Il finale di partita è solo un inutile stillicidio. 0 a 100.


Round 5 – Maciej Paraszczak (POL)

…mr. Parattanni in the flesh. Ottimo, con lui mi sono beccato 3 su 4 della macchinata del loro team. Mi manca solo Damian (SPOILEEER!). Schiera una Jumpmaster missilata (sigh), uno Scurrg missilato e attrezzato con torretta a ioni e Fenn Rau, tutti ovviamente con Attanni. La Jumpmaster è il problema da risolvere per primo. Lui si infila fiducioso in un corridoio tra gli asteroidi, pronto a tirare le sue letali testate. Dash gli resta davanti a mo di esca ma si mette in direzione di Fenn Rau, con l’intento di muovere veloce, bloccarlo, prendere turni di fuoco sulla jump ed evitare i missili. La tattica riesce. La jump subisce un primo turno di fuoco “pulito” di Dash e al turno dopo viene polverizzata da siluri + HLC. Lo Scurrg evita di entrare tra gli asteroidi ed inizia a ionizzare Miranda, quest’ultima minacciata anche da Fenn Rau. Un fortunato attacco di Dash piazza un critico allo Scurrg , che si rivela essere uno stress che viene passato anche all’amichetto mandaloriano grazie ad Attanni. L’impossibilità di voltarsi costringe Fenn ad andare in coda a Miranda, puntando verso il nulla. Dash e Miranda risolvono la pratica Scurrg ed inizia la caccia Fenn Rau. Caldo dell’esperienza del turno 3, non ci metto molto a piazzare le hit necessarie ad abbattere l’asso scum. 100 a 0 a mr. Parattanni, nonchè fratello della mia unica sconfitta in Svizzera. Questo incontro, per me, vale già il torneo :p

Nota a margine: anche lui simpaticissimo. A differenza dei polacchi del SoS di Madrid, quelli incontrati a Budapest si sono rivelati avversari simpatici e corretti  🙂


Round 6 – Berci Daniel (HUN)

Qui mi gioco la top16. Se vinco, sono dentro. Se perdo “bene”, posso farcela (sono 4° al momento). Se perdo male, rosiko e resto fuori. Il mio avversario schiera… Dengar e Asajj. Che gioia. Fuoco a manetta e devo stare attento all’arco di fuoco secondario che regala stress.

Il mio avversario porta asteroidi grossi e li schiera negli angoli. Io creo una nuvola più o meno in centro, sfruttando uno degli angoli per aumentarla.

Memore dei tempi della Parattanni, so che sparare al giropancake è pressochè inutile: tra stress rimossi, azione di evade e 2 dadi verdi, a tirar giù 3 scudi e 7 scafi ci si mette una vita. Inoltre, Dengar è MOLTO più pericoloso dato che da Asajj a PS6 posso sempre scappare o uscire dall’arco di fuoco. Decido quindi di andare sul bounty hunter. Mentre giochiamo, scopro che il mio antagonista non sta come me sul 4-1 ma bensì sul 3-2. La sorte mi è favorevole e mi ha donato un contendente sotto di me in classifica. Iniziamo gli ingaggi e subito mi accorgo che al mio avversario manca la malizia e non riesce a tenermi Dash in arco. Inoltre, decide di puntare Miranda. Ottimo! Gli mangio gli scudi e lentamente lo porto ad un punto critico. Nel frattempo, mi tengo fuori dall’arco mobile di Asajj, facendogli perdere turni di fuoco utili. Posiziono Dash e Miranda faccia faccia alla jumpmaster e questa cade, rispondendo a Miranda e portandola pericolosamente vicina alla morte. Inizia quindi una danza in cui Miranda slamma lontano dagli archi e Dash cerca di piazzare qualche danno al Lancer. L’operazione non è banale: non potendo sfruttare focus e target lock a causa dei riposizionamenti necessari, le hit tendono ad essere 3 e tra evade, stress tolto e dado, entra 1 danno quando va di culo. Riesco comunque ad arrivare a mezza nave. Nel frattempo però Miranda continua a rischiare di restare cucinata. Fortunatamente, slammando addosso all’avversario riesco a guadagnare il tempo necessario per portare entrambe le navi a casa sane e salve: 78 a 0 e si vola in top16!!!


TOP 16 – Ottavi di finale – Damian Drzystek (POL)

TA-DAAAAN! Il famoso quarto della macchinata del team Para contro cui non avevo ancora giocato! Ho finito la collezione! Yeeeeeeeeh  :p

In realtà, su questa partita c’è poco da dire. Il mio avversario schiera Nym con sensori avanzati e cruise missile, Fenn Rau con PTL e un M3-A equipaggiato con cannone a ioni.

Mentre lui ha avuto la possibilità di confrontarsi tutta la notte coi suoi 3 compagni di squadra che ho affrontato in svizzera, io mi ritrovo davanti una lista che non ho mai visto e, anche stavolta, non comprendo appieno le potenzialità di Nym. Come nel round 5, a farne le spese è la povera Miranda. Schiero in maniera totalmente sbagliata, dividendo le navi, e mi ritrovo fin da subito a scappare con Miranda mentre Dash sta appena cercando di prendere i nemici alle spalle. E’ un massacro. Dopo mezz’ora sto già riponendo le navi nella Feldherr. Mi serva da lezione per ricordare che una partita si può perdere già in fase di schieramento.

Una batosta che dispiace ma che comunque mi ha insegnato molto sulle liste che quasi sicuramente vedremo in giro a breve.

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